 |
«PER UNA STRADA» di Emanuele Marcuccio è un libro che induce a riflettere. L’ho letto. Ma dovrò rileggerlo: non si può abbracciare in una sola volta tutto il contenuto che accortamente, ma in modo erudito, vi si può tuttavia reperire. Il tutto, sotto la veste della semplicità, quale sicuramente era nelle intenzioni del suo Autore. Il gioco poetico proveniente, ritengo, da un subconscio che un poeta non può reprimere, ha reso a Marcuccio tuttavia giustizia. Ma mi spiego.
In un primo approccio, infatti, si “avverte” solamente lo stormire dell’avanzare di un temporale, e non si percepisce appieno, ed immediatamente, la tempesta che, specie in talune liriche, si farà invece poi riconoscere; eccome...
Dalla culla dell’italica poesia, d’altronde, dovevo supporre un qualcosa di così intenso. Talvolta, sotto la parvenza dell’essenzialità, scaturiscono tesori preziosi. Il gioco poetico cui prima alludevo - non vorrei essere frainteso - si riferisce ad un alcunché di erompente dall’inconscio, giammai da un calcolato puzzle di versi dal rinfuso rincorrersi di frasi staccate alla bene e meglio con accapo improbabili. Al contrario, nella poesia di Marcuccio ogni cosa sta al posto giusto, vorrei dire quasi naturalmente; od almeno con sapiente sebbene non studiata naturalità. Naturalità, in ogni evenienza, che nulla toglie - semmai aggiunge - al valore primigenio dettato da autentica ispirazione.
Mi è gradito esprimere il mio particolare apprezzamento per lo straordinario contenuto del libro qui presentato, sicuramente destinato ad accrescersi di valutazione e, perché no, alla sua diffusione per spazio e nel tempo.
Tommaso Mazzoni - http://www.tommasomazzoni.it
Voto: [5 su 5] |
 |
|